lunedì 19 marzo 2018

Il coraggio di vivere e il coraggio delle opinioni

Amo le persone che dicono quello che pensano, quando sono famose e quando ciò che dicono è  politicamente o socialmente scorretto. Prendiamo Piergiorgio Oddifreddi matematico e saggista.
Alla morte di Stephen Hawking, avvenuta qualche giorno fa, ha espresso una grande  ammirazione per la sua opera divulgativa e per la grande voglia di vivere che ha mostrato nella sua vita sfortunata. Ma non ha avuto remore ad affermare che non può essere assolutamente annoverato come il più importante fisico del 900. Prima di lui ci sono Einstein, Fermi, Higgs e tanti altri. La sua grave malattia ha però catalizzato l'attenzione e la commozione dell'intero mondo accademico e non, fino ha rendergli meriti scientifici che non ha.
Ora, io non mi sono mai soffermata sull'opera di Howking, non l'ho mai letto e certamente non sono un'esperta di fisica e cosmologia per dare un giudizio sulla sua opera. Oddifreddi potrebbe anche sbagliarsi, anche se non credo. Uno scenziato non fa affermazioni di questo genere su un collega (le trovate qui) se non è convinto del suo giudizio. Affermazioni scomode che gli attireranno detrattori e malignità da buonisti. 
Io dico solamente evviva coloro che dicono quello che pensano, evviva chi vive la propria vita al limite delle possibilità e oltre come ha fatto Hawking

mercoledì 14 marzo 2018

Controllo

Le interferenze di qualsiasi natura hanno il potere di destabilizzarmi e farmi salire una grande rabbia addosso. Come stamattina che D è rimasto in panne mentre andava al lavoro e io mi sono dovuta occupare di carro attrezzi e altre incombenze. Quando mi ha chiamato sono proprio andata fuori dai gangheri. Mi ha semplicemente detto di cosa aveva bisogno ed era scontato, per lui, che l'avrei fatto. Ho cercato di contestare tutta questa sua sicurezza, ma nulla. Alla fine è andata come voleva lui. Come, quasi, sempre. E' anche vero che sono riuscita a mantenere tutti i miei impegni senza problemi. Il controllo è tutto per me. Non faccio un passo senza aver prima pianificato i miei movimenti. E questo vale per qualsiasi cosa. Dallo spostarmi fisicamente da un posto ad un altro al'organizzazione di qualsiasi tipo di obbiettivo. E' rassicurante. E' il mio bozzolo, la mia protezione, la mia serenità.

martedì 13 marzo 2018

Effimero

E' stato bello passare un mese nel dolce far niente. Nessun orario, nessuna voce sgradevole al telefono. Solo la tranquillità casalinga e le tenerezze dell'amore. Ho ripreso le fila di progetti abbandonati, letture interrotte o,
semplicemente, mi sono riposata.
Solo che, prima o poi, la pausa finisce e si deve tornare alla routine lavorativa e alle sue ansie. La forte angoscia di questi ultimi giorni era proprio dovuta a questo.
Una volta che torni alla realtà di tutti i giorni accade qualcosa che non avevi contemplato.
Inizi a ricordare perché fai quel lavoro. Ti scopri a provare piacere nel riparlare con la gente e a dare consigli. Sei contenta che fai un lavoro invidiato dagli altri, per nulla faticoso e molto stimolante.
Ma sopratutto ti ricordi che non appartieni alla categoria dei disoccupati.
 Almeno per ora.
Tutto è effimero e mutevole.

sabato 10 marzo 2018

Dal mio diario, 6.00 del mattino

Albeggia. Sono poggiata al banco della cucina mentre scrivo. Accanto a me le stoviglie sporche del giorno prima. Non voglio essere sorpresa da D, quindi mi sono nascosta qui con la luce fioca della lucina ad illuminare la pagina.
Perché io nonostante tutto scrivo a mano. Sempre. Una mania terapeutica.
Mi sono alzata presto grazie al solito problema di respirazione. Per non disturbare D
, mi sdraio sul divano del salone e, in genere, mi rilasso in vari modi...
Quando riesco a respirare meglio torno a letto.
Ma non oggi.
C'è già troppa luce fuori dalla finestra.
Oggi ho voglia di andare avanti e non tornare indietro.
Coltivo la mia solitudine prima che la casa si svegli davvero.

giovedì 8 marzo 2018

Sei un granello di colpa anche agli occhi di Dio

A tutte le donne 

Fragile, opulenta donna, matrice del paradiso
sei un granello di colpa
anche agli occhi di Dio
malgrado le tue sante guerre
per l’emancipazione.
Spaccarono la tua bellezza
e rimane uno scheletro d’amore
che però grida ancora vendetta
e soltanto tu riesci
ancora a piangere,
poi ti volgi e vedi ancora i tuoi figli,
poi ti volti e non sai ancora dire
e taci meravigliata
e allora diventi grande come la terra
e innalzi il tuo canto d’amore.

Alda Merini


Penseive

 «Questo? Si chiama Pensatoio» rispose Silente.
 «A volte, e sono certo che conosci questa sensazione, ho l’impressione di avere semplicemente troppi pensieri e troppi ricordi stipati nella mente».


    «Quando mi capita» proseguì Silente «uso il Pensatoio. Basta travasare i pensieri in eccesso dalla propria mente, versarli nel bacile e esaminarli a piacere. Diventa più facile riconoscere trame e collegamenti, sai, quando assumono questa forma».

 (Cap. 30 Harry Potter 4)