E' stato bello passare un mese nel dolce far niente. Nessun orario, nessuna voce sgradevole al telefono. Solo la tranquillità casalinga e le tenerezze dell'amore. Ho ripreso le fila di progetti abbandonati, letture interrotte o, semplicemente, mi sono riposata.
Solo che, prima o poi, la pausa finisce e si deve tornare alla routine lavorativa e alle sue ansie. La forte angoscia di questi ultimi giorni era proprio dovuta a questo.
Una volta che torni alla realtà di tutti i giorni accade qualcosa che non avevi contemplato.
Inizi a ricordare perché fai quel lavoro. Ti scopri a provare piacere nel riparlare con la gente e a dare consigli. Sei contenta che fai un lavoro invidiato dagli altri, per nulla faticoso e molto stimolante.
Ma sopratutto ti ricordi che non appartieni alla categoria dei disoccupati.
Almeno per ora.
Tutto è effimero e mutevole.
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